Pirandola e quel pari-beffa del 1983

Il 20 febbraio 1983 Cavese e Palermo impattarono 1-1. Al gol di De Rosa, dopo 7 giri di lancette, rispose nella ripresa Caffarelli, finalizzando con precisione e tempismo un calcio di punizione dal limite ben orchestrato dal duo Pavone-Tivelli.
Nel finale, però, il diavolo ci mise la coda. All’88’, dopo lunghi e concitasti attacchi, Di Michele superò Piagnerelli impattando alla perfezione di testa un traversone preciso di Cupini. Il ‘Comunale’ esplose di gioia, ma la festa durò poco. L’arbitro Giancarlo Pirandola e il suo collaboratore di linea Mulas annullarono la segnatura, dopo furibonde proteste dei calciatori ospiti, per una presunta posizione irregolare del centravanti metelliano. Un fuorigioco smentito qualche ora più tardi dalle immagini televisive.
La decisione scatenò l’ira del pubblico e al triplice fischio ci fu un’invasione di campo da parte di un tifoso che tentò di colpire la giacchetta nera leccese.
Un finale vibrante che costò alla Cavese la squalifica del ‘Comunale’ per ben 3 giornate (poi ridotte a 2).

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